domenica 27 ottobre 2013

Sei un logopedista, uno specialista in terapia miofunzionale, disfagie...

Sei un logopedista, uno specialista in terapia miofunzionale, disfagie , disturbi del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva….?


Le stimolazioni orale attive, la ginnastica e il massaggio oro facciale sono una parte importante del percorso riabilitativo dei tuoi piccoli pazienti? 


Allora devi provare il DnZ Vibe  un massaggiatore facciale progettato e realizzato negli Stati Uniti da due specialisti americani, una logopedista e suo marito ingegnere. Debora Lowsky  trovava frustante svolgere la sua attività in mancanza di strumenti adatti. 


Debra e John Lowsky Owners, incoraggiati  dai loro colleghi e collaboratori, hanno progettato e realizzato una linea di prodotti versatili, ergonomici, apprezzati e utilizzati attualmente  da specialisti di tutto il mondo.

I prodotti vengono realizzati
negli Stati Uniti   e sono sottoposti
ai accurati controlli di qualità
 

I prodotti Ark  vengono realizzati interamente negli Stati Uniti con materiali di qualità e non contengono piombo, ftalati, PVC, BPA, o lattice.
Sono realizzati per soddisfare le esigenze particolari di bambini e adulti con disturbi sensoriali motori orali che necessitano di terapie riabilitative di tipo miofunzionale.

ARK ha  inventato una vasta linea di prodotti per la terapia orale, per lo sviluppo motorio, integrazione sensoriale( DnZ Vibe, Z Grabber, ), motricità fine, disfagie (strumenti che facilitano il  bere, e mangiare), per la masticazione ( Ark-Grabber, Dentaruoli Trichew), e tanto ancora . Questi strumenti sono stati utilizzati con successo durante le terapie con persone di tutte le età,  in particolare per quelli con disturbi di linguaggio, squilibrio muscolare oro facciale,    e / o disturbi sensoriali.






video





giovedì 24 ottobre 2013

Tecniche di Massaggio Oro-Facciale

Tecniche di Massaggio 
Oro-Facciale



Il massaggio facciale, oltre alle finalità estetiche, trova applicazioni in campo medico e riabilitativo ed è considerato un valido strumento di cura e prevenzione e viene affiancato alle terapie fisiche e manipolative, quali la fisioterapia, o più specificamente alla logopedia e  gnatologia.

Il massaggio oro-facciale spesso rappresenta una parte importante ed efficace della terapia miofunzionale. Le tecniche di massaggio oro-facciale si concentrano sul miglioramento e l'uso della varie funzioni del viso (labbra, lingua e mascella)
Un adeguata funzione orale delle labbra, lingua e mandibola è necessaria per  eseguire attività comuni della vita quotidiana come mangiare, bere e parlare.


Contattare un medico, logopediasta, o terapista occupazionale  per una valutazione/ terapia miofunzionale.

Chi può beneficiare del massaggio oro-facciale?

Quale persone possono trarre beneficio dai massaggi orofacciali?
      bambini o adulti affetti da:
·        soggetti neurologici, bambini con PCI, paralisi facciale o miotonia;
·       soggetti con esiti d'intervento chirurgico sul vocal tract, sul viso, sulle strutture orali e periorali;
·        ipotono;
·        Disfagia;
·        Spasmo facciale;
·        Succhiamento non nutritivo del pollice;
·        Scialorea;
·        Aumento / diminuzione della sensibilità orale;
·        Deglutizione atipica.

Quali sono le diverse tecniche di massaggio orale?
ARK's Animal Menagerie 
Lo sfioramento-
·   ossia far scivolare con una pressione leggera, il palmo o i polpastrelli sulla regione orale interessata (la bocca, le guance, la lingua…),
·     per una migliore stimolazione propriocettiva  utilizzate anche materiali vari che, grazie alla loro differente composizione producono stimolazioni differenti ( guanti in lattice, garza, ARK's Animal Menagerie, kit Popette, Vibe Critter …) o materiali a temperature diverse (pennelli, salviettine di carta bagnati, cubbeti di ghiaccio, DnZ Vibe-punta termica)

La pressione- comporta l'applicazione con diversi livelli di compressione (da "leggero" a "pesante")  delle dita / mani o utilizzate oggetti con diverse strutture e / o  temperature sulle varie regioni bucco-linguo-facciale.



L’uso di Strumenti vibratori comporta l'uso di vari massaggiatori con trame diverse sulle estremità (DnZ Vibe con spazzolino, Five Vibe, ARK's Animal Menageri, Vibe Critter) per stimolare le regioni bucco-linguo-facciale.


Perché fare il massaggio orofacciale?
  
·    Utilizzo di pressione profonda o massaggio aiuta i bambini e adulti troppo sensibili al tatto a diventare più calmi e rilassate (Ayres, Robbins, e McAfee, 2005, p. 144).
·   Fornire informazioni propriocettive aiuta l'individuo a migliorare la consapevolezza delle funzioni oro-motore, "risvegliare la bocca” ("wakes-up" the mouth).
·    Stimolare le strutture ossee del viso attraverso le vibrazioni, permette sensazioni supplementari / stimolo che attiva il sistema vestibolare (aiuta un individuo a diventare consapevole e migliorare la percezione del proprio corpo e dei suoi movimenti) (Ayres et al., P.144).
·       Aumenta il tono muscolare del viso e il controllo dei movimenti;
·        Fornisce ulteriore input sensoriale;
·        Aiuta a ridurre il dolore/ la sensibilità orofacciale;
·        Aumenta il tono muscolare delle labbra, della lingua, e della mascella.

 L. Hutton, M.S., CCC-SLP di Thaashida 
Ayres, J. A., McAfee, S., & Robbins, J. (2005). Sensory integration and the child. Los Angeles: Western Psychological Services.
Kranowitz, C.S. (1998). The out-of-sync child. New York: Penguin Putnam.


domenica 20 ottobre 2013

Valutazione e terapia dello squilibrio muscolare oro facciale


Valutazione e terapia 
dello squilibrio muscolare 
oro facciale


    Scopo di un corso avanzato (II° livello) è quello di apportare una “formazione continua” ai professionisti che si occupano dello squilibrio muscolare orofacciale.I contenuti del corso permettono l’aggiornamento, l’ampliamento delle conoscenze e competenze teorico-pratiche relative agli aspetti preventivi, diagnostici, clinici e terapeutici, della patologia della comunicazione legati alle alterazione delle funzioni orali in età evolutiva, adolescenziale ed adulta. Diviene imperativo considerare l’ inquadramento diagnostico - terapeutico in un approccio multi e interdisciplinare, coinvolgendo e collaborando con più figure professionali, medici e non, ognuna con le proprie conoscenze di base, competenze, strumenti di lavoro, abilità professionali. Allo stato attuale, il logopedista, attraverso precisi strumenti di valutazione, deve dimostrare di essere in grado di sviluppare un programma d’ intervento educativo- rieducativo che conduca a risultati soddisfacenti nel più breve tempo possibile adattando l’intervento specifico per rispondere ai bisogni di salute di ciascun individuo. 
Al corso si accede attraverso l’invio, al momento dell’iscrizione, di copia di attestato alla frequenza di un corso base (1° livello). Il corso sarà prevalentemente pratico ( massimo 40 partecipanti) per permettere una didattica interattiva (problem solving, prove di simulazione e role playng) attraverso esercitazioni pratiche a piccoli gruppi (presentazioni di casi portati dai partecipanti stessi, analisi e risoluzione di problemi).

PROGRAMMA 
Venerdì 8 Novembre 2013
8:30 – 11:00 
Registrazione partecipanti 
Collaborazione interdisciplinare: Logopedia– Foniatria – Ortodonzia e altre discipline.
-  Richiamo generale: fisiopatologia delle funzioni orali
- Sintomi e cause dello squilibrio muscolare oro facciale;
- Vizi orali e parafunzioni nelle varie fasce d’età;
- Presa in carico del paziente: motivazione diretta/indiretta.

Valutazione del paziente affetto da squilibrio muscolare orofacciale.
- Protocollo diagnostico
- Autovalutazione del paziente attraverso il questionario A.S.O

Logopedia e ortodonzia.
- Gli otto problemi occlusali secondo Garliner.

11.00 PAUSA CAFFE’ 
11.15 – 13.00 
Terapia delle funzioni orali. 
- Deglutizione deviata;
- Respirazione orale;
- Disturbi dell’articolazione verbale fonatoria
- Disturbi funzionali dell’articolazione temporo mandibolare (A.T.M.) correlati allo squilibrio muscolare oro facciale.

13:00 -14:00 PAUSA PRANZO 
14:00-16:30 
Terapia delle funzioni orali. 
- Terapia mio funzionale :
malocclusione II Classe funzionale
(Divisione 1 – 2)
malocclusione III Classe funzionale
- Logopedia ortodonzia
- Logopedia e problematiche funzionale dell’articolazione temporo mandibolare

16.45 – 19:00 
Esercitazione in piccoli gruppi nella pianificazione della valutazione logopedica e programma terapeutico ( problem solving e/o role playng) 
Esercitazione attraverso role playng :
simulazione di sedute terapeutiche riabilitative
Esercitazione pianificazione del programma terapeutico con casi clinici portati dai partecipanti


 Sospensione dei lavori 
Sabato 9 Novembre 2013
8,30 – 11,00 
Programma specifico
- Apprendimento e automatizzazione; 
- Rimotivazione diretta/indiretta; 
- Stabilità dei risultati; 
- Follow up; 
- Controindicazioni alla terapia Miofunzionale; 
- Discussione. 

11.00 – PAUSA CAFFE’ 
11.15 – 16:00 
Esercitazioni pratiche per la risoluzione di: 
dolore miofacciale (bruxismo, digrignamento) 
- Recidiva in ortodonzia – logopedia;
- Fallimento della terapia mio funzionale;
- Domande e risposte dei partecipanti;
- Compilazione questionari ECM;
- Conclusione lavori.


DOCENTE
Pasqualina Dr.ssa Mag. Andretta,
Logopedista presso ASL 3 Bassano del Grappa (VI) Struttura Complessa di O.R.L- Diplomata in Logopedia nel 1978 e laureata in Logopedia nel 2003 presso l’Università di Padova. - Laurea Magistrale nel 2006 Specialistica in Scienze della Riabilitazione presso L’Università degli Studi di Verona - Professore a contratto in Logopedia nella patologia delle funzioni orali presso il Corso di Laurea in Logopedia dell’Università di Padova - Facoltà di Medicina e Chirurgia – dall’A.A. 1995-96 a tutt’oggi. - -Tutor per gli studenti del Corso di Laurea in Logopedia;
- Docente di terapia miofunzionale presso:
- Master di Deglutologia Università degli studi di Torino Facoltà di Medicina e Chirurgia;
- Master di Deglutologia Università degli Studi di Pisa Facoltà di Medicina e Chirurgia;
- Docente al Corso di Formazione in Medicina Manuale e Neurokinesiologia organizzato dal Groupe d’Etude de Medicine Manuelle et reflexe (GEMMER) Neuro Splancnocranio e Funzioni Orali Conegliano Veneto (TV); - - Specializzata nella terapia dello squilibrio muscolare orofacciale., ha frequentato vari corsi specifici, in particolare con il prof D. Garliner; membro attivo di The Myofunctional Therapy Association of America. (prof. D. Garliner); membro attivo dell’International Association of Orofacial Myology (I.A.O.M.);
- Autore e coautore di pubblicazioni in riviste scientifiche di Foniatria e Logopedia;
- Docente a vari corsi di aggiornamento organizzati dalle associazioni professionali come unico Relatore in Italia ed in Europa.


COMITATO SCIENTIFICO
Dott.ssa Logopedista Silvia De Luca
A.R.N.A.S. Garibaldi Nesima Catania
e-mail tribulato@alice.it
Dott.ssa Logopedista Rosaria Vega
A.R.N.A.S. Garibaldi Nesima Catania
e-mail rvega@live.it
NOTE ORGANIZZATIVE
Sono vietate videoregistrazioni del corso.
I partecipanti riceveranno una carpetta contenente del materiale utile al raggiungimento delle finalità del corso.
Si ricorda che è possibile soggiornare all’interno del Camplus D’Aragona inoltrando la richiesta al momento dell’iscrizione.


sabato 19 ottobre 2013

Costosi e di breve durata, soprattutto gli ausili per l'età evolutiva 
devono presto essere sostituiti. Ma è vietato agli enti riprenderli, 
anche sotto forma di donazione.
L'idea di Fabiana Rosa, terapista

ROMA - Come risolvere la speculazione sugli ausili e abbassare i costi? Facile: basterebbe permettere il loro riuso. Fabiana Rosa è terapista e di casi ne vede molti, ogni giorno. Sa quanto devono faticare le famiglie dei bambini che cura per trovare l'ausilio adatto e poi per procurarselo. E sa che, in molti casi, l'ausilio ha vita breve e, soprattutto nel caso dei bambini, deve presto essere sostituito. "Tutti gli ausili prescritti in età evolutiva - spiega - durano circa 6 mesi e poi vengono buttati. Perché? Perché nessuno può riprenderli indietro e recuperarli. Gli enti non possono farlo, neppure sotto forma di donazione: è vietato. Il noleggio è previsto, ma a carico dell'utente e per periodi brevi. A studio ho un Mitico (sistema di postura modulare, ndr), che mi ha regalato da uno dei primi pazienti: mi disse che aveva questa sedia da 2 anni, non andava più bene ma nessuno lo riprendeva. L'aveva pagata 6 milioni, non aveva avuto il coraggio di buttarlo"
In molti casi, poi, l'ausilio prescritto e comprato a caro prezzo non è proprio quello giusto. "Seguo un bimbo molto grave - ci racconta - in nulla autonomo. Per lavarlo, la mamma ha chiesto alla asl una sediolina da mare, che costava 150 euro. Gliel'hanno negata, prescrivendogliene una che costava quasi 2.000 euro, e con la quale, per di più, lui si ferisce. Il problema è che a volte non sono le famiglie a scegliere, né i terapisti che hanno in cura i bambini. A prescrivere gli ausili sono i fisiatri: e se le scelta non è quella giusta, devi arrangiarti, perché un altro ausilio con la stessa funzione non ti sarà accordato".
E' quanto accade, per esempio, con lo "Squiggles", un ausilio per la seduta che, spiega Fabiana, "è molto adatto per il gioco e l'attività, ma non per la seduta posturale. Il problema è - continua - che nel nomenclatore lo Squiggles è inserito appunto come seduta posturale. Quindi, se ti è stato già prescritto un altro ausilio per la seduta, questo non ti sarà assegnato, se non a fronte di una estenuante lotta burocratica, che poche famiglie sono disposte a sostenere, per ottenere quello che spetta loro di diritto. Altrimenti, lo Squiggles si può comprare privatamente, ma costa moltissimo, per quanto sia fatto con gommapiuma e velcro". E' questo uno dei motivi per cui "i genitori imparano ad aggiustare, ad adattare e anche a creare ausili e sedute, con l'aiuto dei terapisti. Anche il tutore più semplice, fatto di plastica modellata con una fonte di calore, costa 2-300 euro. Eppure non parliamo delle protesi di Pistorius o delle gambe di Zanardi, ma di semplici ausili che servono nella vita quotidiana!".

martedì 15 ottobre 2013

Ancora un bambino danneggiato dal vaccino.

Ancora un bambino danneggiato dal vaccino. 

Il Ministero della Salute tace

Pubblicato  da: Marco Calafiore
Antonio C. è un giovane papà che ha trovato la forza di raccontare ciò che è accaduto al figlio,
un bambino sanissimo, che immediatamente dopo il vaccino trivalente (Morbillo, Parotite e Rosolia
 – ndr) ha subito una regressione cognitivo-comportamentale: autismo. Antonio è arrabbiato con
il mondo intero, deluso dalla categoria dei medici, dallo Stato. Con rancore e frustrazione racconta 

del suo bambino: “Mio figlio è nato sano. Ho tutte le cartelle
cliniche che lo dimostrano. Prima del vaccino era un bambino
normale: diceva mamma, pappa, nonna, nonno”. Il vaccino in
discussione è il famigerato trivalente, non obbligatorio,
 ma fortemente consigliato da pediatri, ASL e scuole.
Antonio continua: ”A 18 mesi facemmo il vaccino, nella stessa
seduta inocularono a mio figlio l’esavalente e il trivalente.
 Dopo nemmeno un mese vedemmo i primi sintomi del disturbo: non parlava più; non mi guardava;
sembrava non ci sentisse e si isolava. Si incantava facendo strane stereotipie”. E’ importante precisare
che il Ministero della Salute, in tutta Italia, con la sola esclusione della Regione Veneto dove è attuata
la sospensione dell’obbligatorietà vaccinale, promuove e obbliga le famiglie a vaccinare i bambini.
Il problema, ed è davvero inspiegabile, è che lo stesso Ministero non rende disponibile un vaccino
contro ogni singola malattia, ma le inocula tutte insieme, come nel caso dell’Esavalente
(Vaccino inoculato nei bambini, quando il loro sistema immunitario non è ancora maturo,
contro la Difterite, Tetano, Poliomielite, Epatite B che sono obbligatori; e contro le infezioni da
Haemophilus Influenzae tipo b (Hib) e Pertosse che non sono obbligatori – ndr).
Dunque non c’è da stare tranquilli se somministrano ai bambini, già con sistema immunitario non pronto
e senza informare i genitori, due vaccini in più non obbligatori. La vita di Antonio, di sua moglie, della
sua famiglia oggi gira intorno alle esigenze del bambino. Il lavoro, le attività di svago, ruotano tutte
intorno agli orari stabiliti dai centri per la terapia ABA e la psicomotricità. Antonio si sfoga, è un fiume
in piena, tanta è la rabbia accumulata in questi mesi: “Il Sistema Sanitario è un sistema sporco,
dei nostri figli ne fanno solo un commercio. Provate a farvi un giro nei centri per le terapie, la
psicomotricità, sono tutti pieni. E mentre noi soffriamo, loro e lo Stato si riempiono le tasche.”.
Antonio recentemente ha fatto sostenere al figlio la visita per il riconoscimento dell’indennizzo
che spetta ai danneggiati da vaccino presso l’Ospedale Militare di Caserta,ma anche in quel caso,
ci riferisce, non ha incontrato medici preparati sull’argomento, seppur consapevoli dell’emergenza
autismo dovuta ai vaccini. Antonio e suo figlio sono in attesa del referto dell’Ospedale mentre
proprio in questi giorni, a causa della spending review del Governo Monti, vengono cancellate
alcune importanti Commissioni Ospedaliere Militari Nazionali per far fronte al taglio della spesa
sanitaria. Mediaxpress ha rivolto qualche domanda al legale di Antonio, l’Avv.Saverio Crea di Firenze.
 Avv. Crea, l’esperienza che ha vissuto il bambino del suo assistito è identica a quella di tanti
altri fanciulli, quali sono i numeri di questa emergenza?
“Sui numeri dell’emergenza, bisogna rilevare che in Italia non è stato adottato un criterio trasparente
di redazione delle statistiche, poiché non si vuole fare alcun riferimento al numero dei bambini
che frequentano la scuola dell’obbligo e che presentano già una diagnosi di disturbo pervasivo
o generalizzato dello sviluppo ai fini della Legge 104 o della invalidità civile, cosa che puntualmente
viene fatta negli Stati Uniti, pure senza fare un diretto riferimento alla etiopatogenesi di questa malattia.
 ” La vaccinazione trivalente, non obbligatoria, è fortemente indiziata come causa
di autismo infantile?
“Il vaccino trivalente è il principale imputato sul banco delle ricerche indipendenti sui possibili fattori
responsabili di questa pandemia, sia per la carica virale in esso contenuta che per la varietà e tossicità
dei suoi componenti metallici, utilizzati con funzione di adiuvante, conservante o eccipiente
.” Ancora nessun intervento da parte del Ministero della Salute riguardo la valutazione dei
danni da vaccino?
“Il Ministero della Salute, nelle sue recenti  linee guida  sul trattamento e la diagnosi precoce
dell’autismo, ha dimostrato di non voler tenere in alcun conto queste acquisizioni scientifiche,
ormai trentennali, e di non voler privilegiare un approccio multidisciplinare nel trattamento
di questa patologia, considerandola ancora una specialità neuropsichiatrica da trattare
esclusivamente con farmaci sedativi e poca riabilitazione funzionale e neuropsicomotoria,
del tipo ABA.”
 Il suo assistito che strada giudiziaria dovrà percorrere per tutelare economicamente il futuro
del bambino?
“Il Signor Antonio, che ha compilato la scheda di segnalazione avversa da vaccino,
come ogni famiglia dovrebbe fare in casi analoghi al suo, anche qualora il pediatra o l’ASL
non fornisse la dovuta assistenza, dovrà attendere la definizione amministrativa della pratica
(L’indennizzo previsto dall’art. 1 della Legge 210/92 prevede una procedura in due fasi:
amministrativa ed eventuale fase giudiziale – ndr), sperando che le ragioni della verità vengano
preferite alle ragioni della convenienza, ossia il quieto vivere, il compromesso, o peggio ancora,
 l’insabbiamento.”
Molta sofferenza potrebbe essere risparmiata ai neo genitori semplicemente attuando
la sospensione dell’obbligatorietà vaccinale su tutto il territorio italiano, e promuovendo,
prima della somministrazione dei vaccini, una serie di test per verificare intolleranze e maturità
del sistema immunitario del soggetto da vaccinare. Questi semplici passi farebbero risparmiare
anche tanto denaro allo Stato, ma forse è proprio questo il problema. I soldi devono girare.

Fonte: http://www.mxpress.eu/

martedì 1 ottobre 2013

SOSTEGNO: Priorità ai docenti specializzati

«L’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente quando manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati [grassetto nostro nella citazione, N.d.R.]»: così recita l’articolo 14, comma 6 della Legge Quadro 104/92 e a questo principio tassativo – sottolineato dal termine normativo «unicamente» – si è correttamente uniformata la recente Nota del Ministero dell’Istruzione Protocollo n. 9416 del 18 settembre scorso.


A questo documento, però, è seguita due giorni dopo una successiva Nota di Chiarimenti (Protocollo n. 9594) che per lo meno in due passaggi, lascia senz’altro perplessi.
Entrambe le Note, infatti, riguardano il problema della nomina su posti di sostegno di docenti che – avendo conseguito il titolo di specializzazione dopo lo scadere dei termini per l’inserimento nelle graduatorie provinciali o di istituto – presentino alle singole scuole una dichiarazione di «messa a disposizione», ai fini della stipula di un contratto a termine su posto di sostegno.
Ebbene, la prima Nota, quella del 18 settembre, stabilisce che, ferme restando le nomine di docenti non specializzati effettuate prima della “messa a disposizione” di docenti specializzati, questi ultimi hanno la precedenza sui non specializzati per le nomine successive.
La seconda Nota, invece, precisa che occorre che il Dirigente Scolastico, prima della nomina, scorra le graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia e:
- se il docente specializzato messosi a disposizione non ha presentato domande in altre scuole, può ottenere la nomina, altrimenti ne è escluso;

- in caso poi di più dichiarazioni di “messa a disposizione”, il Dirigente Scolastico dovrà scorrere le graduatorie di seconda fascia, dando precedenza agli abilitati – rispetto a quelli di terza fascia – e invitando gli interessati ad integrare le dichiarazioni con una serie di dati di difficile immediata valutazione, al fine di formare due elenchi di abilitati e non abilitati. Comunque, in attesa di formulare questi nuovi elenchi tra persone che si siano “messe a disposizione”, si applicano le «normali norme sulle supplenze» che, però, non prevedono quell’opzione (le “messe a disposizione”, appunto) e danno la precedenza alla nomina di docenti di seconda e terza fascia non specializzati.

Le due condizioni segnalate, che riducono enormemente la portata della prima Nota Ministeriale, non sembrano corrette. Infatti:
a) Il docente che si “mette a disposizione” non conosceva precedentemente tale impedimento posto solo adesso dal Ministero. Onde quindi evitare ricorsi e contenzioso legale, sarebbe opportuno che il Dirigente Scolastico, prima della nomina, gli facesse rilasciare una dichiarazione che, qualora avesse presentato una dichiarazione di “messa a disposizione” in altre scuole, rinunciasse a tali scuole, indicandone la denominazione e sede;
b) Quanto poi all’obbligo di applicazione delle «normali norme sulle supplenze», in attesa della formulazione dei due elenchi, che risulterebbe farraginosa e ritarderebbe di molto le nomine, annullabili, tra l’altro, tramite ricorsi ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR), per dispute sui punteggi ecc., sembrerebbe ben più semplice formulare i due elenchi solo sulla base se esista o meno l’abilitazione e nell’àmbito di ciascuno di questi due elenchi, la priorità verrebbe, almeno per quest’anno, stabilita dalla data di protocollo in segreteria della domanda.
Ovviamente le domande dovrebbero essere integrate esclusivamente dal titolo di specializzazione o da un certificato rilasciato dall’Università ove esso è stato conseguito; ciò per evitare ulteriori contenziosi in caso di autocertificazioni mendaci. Tutto ciò non richiederebbe molto tempo e offrirebbe ai Dirigenti Scolastici sufficienti garanzie di legittimità.
E in ogni caso, sarebbe comunque da rimuovere il riferimento alle «normali norme sulle supplenze», poiché esse porterebbero, intanto, allanomina di docenti non specializzati, mentre sono presenti agli atti domande di docenti specializzati. E questo sarebbe fonte di ulteriore contenzioso, stante il chiaro dettato dell’articolo 14, comma 6 della Legge Quadro 104/92, inizialmente citato.

Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
www.giocotherapy.it

SOSTEGNO E PERSONE DOWN

«Esprimiamo grande soddisfazione per la tempestività di questa risposta»: così Mario Berardi, presidente dell’AIPD, l’Associazione Italiana Persone Down, ha commentato la nota ricevuta dal Ministero dell’Istruzione, nella quale si ribadisce che gli alunni con sindrome di Down hanno il diritto di ottenere il sostegno a scuola con un semplice certificato stilato dalmedico di base comprovante la gravità della disabilità dell’alunno. Tale documento, infatti, va ritenuto come equivalente a quelli rilasciati dalle apposite Commissioni ASL, come da Legge104/92.



La nota è stata emessa a seguito di una sollecitazione di Salvatore Nocera, il vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che è anche responsabile dell’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio Scolastico AIPD, il quale aveva segnalato una serie di disservizi da parte degli Uffici Scolastici.
«Molti genitori – aveva scritto Nocera nella sua lettera – segnalano che in parecchi Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e in tantissime scuole i Dirigenti non intendono riconoscerecome certificazione di gravità valida ai fini scolastici, quella rilasciata dai medici di base, come invece indicato nella procedura prevista dalla Legge 289/02 (articolo 94, comma 3). Al fine quindi di evitare contenzioso e per rasserenare sia le famiglie che i Dirigenti Scolastici e degli Uffici Scolastici Regionali, si chiede che codesto Ministero voglia diramare una breve nota che ribadisca la validità ai fini scolastici delle certificazioni rilasciate dai medici di base, ai sensi della Legge citata».


Nella nota, quindi, diramata dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del Ministero dell’Istruzione, si ribadisce che «le istituzioni scolastiche possono ritenere valide, ai fini scolastici e, quindi, per l’assegnazione dei docenti per le attività di sostegno, le certificazioni rilasciate dai medici di base, ai sensi della citata normativa, agli alunni con sindrome di Down». (M.R.)
www.giocotherapy.it

DEROGHE AL SOSTEGNO: IL TAR DEL LAZIO HA STABILITO CHE LE SENTENZE VALGONO ANCHE PER GLI ANNI SUCCESSIVI

Negli ultimi anni sono aumentati i ricorsi ai tribunali amministrativi per avere ore di sostegno in più: per il Tar del Lazio le sentenze valgono anche per gli anni scolastici successivi



Nel 2010 l'importante sentenza n. 80 della Corte Costituzionale ha sancito il dovere di assegnare ore di sostegno scolastico in deroga, in presenza delle situazioni di gravità indicate dall'art. 3 co 3 della L. 104/92. Da allora sono aumentati sempre più i ricorsi delle famiglie ai tribunali amministrativi per ottenere il riconoscimento del sostegno scolastico nel rapporto 1:1, vale a dire per tutte le ore di servizio previste per un docente di sostengo (25 ore nella Scuola dell'Infanzia, 22 nella Scuola Primaria e 18 nelle scuole secondarie). Tutti i ricorsi presentati, in presenza di gravità certificata, hanno portato all'assegnazione di ore di sostegno in deroga. Nei mesi scorsi, però, si è giunti ad un altro importante risultato.

Con la Sentenza Breve 7783/13 del 31 luglio scorso, infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha stabilito un importante precedente, quello cioè della validità del provvedimento anche per gli anni successivi a quello in cui viene pronunciato. Se infatti la certificazione di grave disabilità dell'alunno deriva da una minorazione non regressiva e quindi stabilizzata o progressiva, essa, stabilisce la sentenza, può valere anche per gli anni successivi a quello del ricorso, per tutta la durata del grado di scuola frequentata.

Tale sentenza, afferma Salvatore Nocera, Responsabile dell'Area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio Scolastico sull'Integrazione dell'AIPD Nazionale, "è interessante ed innovativa rispetto alla Sentenza del Consiglio di Stato n° 2231/10 secondo la quale invece, potendosi avere dopo la decisione delle variazioni sulla situazione di gravità, le sentenze dei TAR sulle deroghe per il sostegno debbono valere esclusivamente per l'anno scolastico per il quale sono pronunciate".

Questa innovativa decisione evita i costi di successivi ricorsi ed è perciò auspicabile che l'orientamento venga confermato da altre decisioni dei TAR (in caso di appello, anche dal Consiglio di Stato), poiché, continua Nocera, "si tratta di affermazione di logica-giuridica".
Un orientamento di questo tipo, basato anche su un buon senso che non continua ad indagare ripetutamente ed inutilmente situazioni di minorazione ormai stabilizzate o addirittura progressive, trova il favore anche di chi non è esperto in materia giuridica. Esso, infatti, permette non solo di evitare ricorsi successivi dagli esiti scontati e, quindi, inutili spese per le famiglie e la stessa amministrazione, ma anche di prevedere in tempo utile il fabbisogno delle risorse di sostegno, consentendo in alcuni casi anche la possibilità della continuità didattica.

Ci auguriamo vivamente che tale logica giuridica centrata sul buon senso possa prevalere.
www.giocotherapy.it